Sono stati presentati i risultati del VII Rapporto di Monitoraggio civico 2024 effettuato dall’Osservatorio Appalti Verdi (OAV). Istituito da Legambiente, in collaborazione con la Fondazione Ecosistemi, l’OAV si propone di misurare con cadenza periodica i comportamenti e l’attività della pubblica amministrazione sul tema GPP (Green Public Procurement) e della loro piena e corretta applicazione, valutando in parallelo anche l’andamento dei CAM (Criteri Ambientali Minimi), nelle gare di appalto.
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Quindi sulla base dei risultati e delle criticità suggerisce azioni correttive o migliorative per ottemperare al rispetto di GPP e CAM.
Questi ultimi, in particolare dal 2016 sono, in Italia, la credenziale richiesta e necessaria per potere accedere ai bandi pubblici e veicolare i fondi pubblici propulsori della sostenibilità e transizione ecologica. Come noto, in Italia, l’efficacia dei CAM è stata assicurata grazie alle previsioni contenute nel Codice dei contratti.
Infatti, l’articolo 57 comma 2 del decreto legislativo 31 marzo 2023, n. 36, prevede l’obbligo di applicazione, per l’intero valore dell’importo della gara, delle “specifiche tecniche” e delle “clausole contrattuali”, contenute nei criteri ambientali minimi (CAM). Lo stesso comma prevede che si debba tenere conto dei CAM anche per la definizione dei “criteri di aggiudicazione dell’appalto” di cui all’art. 108, commi 4 e 5, del Codice.
Il VII monitoraggio 2024
Osservatorio privilegiato sugli acquisti verdi delle strutture appaltanti, il monitoraggio civico condotto con questionari online è partito a gennaio 2024 e ha coinvolto nello specifico 41 aziende sanitarie locali, considerate un campione della realtà nazionale, rappresentato dal 51% di ASL nel Nord Italia, dal 22% nel Centro Italia e dal 27% nel Sud e Isole, sulla totalità della 919 amministrazioni pubbliche esaminate fra Soggetti Aggregatori, Enti gestori a cui fanno riferimento aree protette, Comuni e Capoluoghi).
In generale, lo stato dell’arte raggiunto dalle ASL partecipanti ha raggiunto risultati soddisfacenti, con un indice di performance del 63% riferito all’applicazione del tasso medio del GPP, ma ulteriormente migliorabile.
Più evidenti, invece sono le criticità, rilevate dal Rapporto, relative l’applicazione dei CAM al 2024 (rispetto al 2023) che risentono soprattutto di una mancata e adeguata formazione (61%), della difficoltà di stesura dei bandi (56%), di un numero insufficiente di imprese con i requisiti richiesti (24%).
I punti di forza e i punti deboli
Il Rapporto OAV rappresenta una sorta di bilancino che soppesa gli ambiti su cui investire e quelli consolidati tra le ASL al 2024 in tema di GPP, strumento centrale per favorire la transizione ecologica sulla base dei principi di economia circolare (green economy) e sostenibilità applicati lungo tutta la filiera: dagli acquisti del lavoro, al gender procurement ad azioni che favoriscano l’abbandono di prodotti impattanti per l’ambiente, come soluzioni monouso.
In linea generale, la conoscenza del GPP, come leva per acquisti green, risulta consolidata a largo raggio, a fronte tuttavia di una adeguata formazione. Seppure ritenuta un fattore fondamentale, il Rapporto rileva che oltre la metà del campione (59%) non ha promosso un adeguato upgrading, comunque destinando scarsi fondi e iniziative a attività di formazione, invece cruciale per l’inserimento delle politiche per il Green Procurement e dei CAM negli acquisti di diverse categorie di prodotti, servizi e lavori nei bandi emessi ogni anno.
Un dato potenzialmente riferibile alla mancanza di un efficace ed efficiente sistema di monitoraggio degli acquisti, di cui risulta dotato solo il 5% del campione, e che rappresenta un importante gap per l’analisi della modalità di acquisto e la razionalizzazione e ottimizzazione delle spese. Ulteriori punti critici sono risultati il rispetto dei criteri sociali, applicati dal campione solo per il 59%.
Fra gli elementi a favore, l’ambito sanitario, rispetto ad altre stazioni appaltanti considerate nel report, risulta più performante in termini soprattutto di gender procurement (63%), mentre migliorabile è la definizione e applicazione di politiche plastic free, risultate sotto la soglia del 50%.
Un dato potenzialmente imputabile a diversi fattori, in primis alla difficoltà del settore che opera in ambienti e situazioni sensibili, ma che possono trovare una efficace risposta nella messa a punto di soluzioni innovative che ne riducano l’utilizzo e/o avviando sistemi e azioni di sensibilizzazione.
I CAM, un ambito da migliorare
Il rapporto ha indagato 15 dei 20 CAM vigenti emanati dal Ministero dell’Ambiente. Di questi le migliori performance di applicazione si sono rilevate in 3 categorie di forniture: l’acquisto di carta per copia e carta grafica (76%), servizi di pulizia (73%), arredi interni (68%), a fronte di categorie merceologiche nelle quali il CAM non è stato applicato.
Figurano tra le aree più critiche il verde pubblico (35%), gli eventi culturali (30%) in cui la metà delle ASL (20 strutture) ha sbagliato nella non applicazione del CAM e infine le calzature da lavoro e accessori in pelle (22%).
Le buone notizie
Il rapporto rileva comportamenti virtuosi su cui le ASL hanno investito nel 2024. Il primo riguarda la messa in atto di azioni di adeguamento al GPP, tramite per esempio una diversa modalità, più efficiente, di comunicare le richieste, come i bandi, verso l’esterno (3.2 su 5), l’avvio di attività di formazione interna del personale (2.3) e/o l’implementazione di attività di monitoraggio specifiche.
Il secondo aspetto, conseguenza del primo, riguarda l’aumentata percezione dei benefici legati all’attuazione del GPP, a cui le ASL riconoscono la maggiore e migliore razionalizzazione della spesa (41%), tale da orientare verso acquisti verdi e una economia sostenibile, e il positivo impatto territoriale generato sia dal punto di vista ambientale (minore produzione di rifiuti, consumi idrici e energetici, emissioni di CO2, consumo di materia e di suolo) che ricadano positivamente sulla riduzione dell’effetto serra, dell’esaurimento delle risorse, della perdita di biodiversità, del buco dell’ozono e dell’acidificazione delle acque, come anche sociale (27%).
In ultimo, le ASL riconoscono all’applicazione GPP la possibilità di un migliore accesso ai finanziamenti comunitari.
Le proposte dell’OAV
In relazione ai dati emersi dal rapporto, l’OAV ha messo a terra alcune proposte attuative, un decalogo di best pratice:
- Individuare un referente GPP nelle pubbliche amministrazioni per dare uniformità all’applicazione dello stesso e aiutare in parallelo l’attuazione e adozione dei CAM
- Identificare criteri di preferibilità legati alla sostenibilità e alla provenienza europea per rafforzare il ruolo dell’economia UE nel promuovere la transizione ecologica
- Prevedere Piani di Azione Regionali e Comunali per il GPP al fine di favorire la diffusione della politica di Green Public Procurement
- Raccordare i CAM con l’approccio DNSH (Do No Significant Harm, non arrecare un danno significativo all’ambiente), integrando aspetti ambientali dell’adattamento climatico nelle politiche di acquisto, in particolare di opere pubbliche
- Costruire una Task Force per diritti umani e sociali nei CAM, che coinvolgano tutta la catena di fornitura
- Integrare la Direttiva 2024/2025 sul Greenwashing nelle modalità di verifica e controllo dei CAM in ambito soprattutto di sostenibilità, clima e economia circolare
- Promuovere programmi di formazione continua sul GPP e i CAM per restare al passo e aggiornati in settori in costante e rapida evoluzione
- Estendere il campo di applicazione del GPP ad altrecategorie merceologiche come ad esempio ospedali, servizi di disinfestazione e derattizzazione per i quali approvare specifici CAM
- Agevolare l’aggregazione dei soggetti in ambito di CAM e della funzione della dimensione istituzionale
- Sviluppare attività di monitoraggio sull’applicazione dei CAM per disporre di dati credibili e affidabili sullo stato di avanzamento dei GPP in Italia, anche in funzione delle politiche di decarbonizzazione ed economia circolare.