Due giorni sulle rive del lago di Como, a villa Erba di Cernobbio, il 20 e il 21 giugno scorsi, per riflettere su cosa aspettarsi nell’immediato futuro dal Fascicolo Sanitario Elettronico 2.0, che entro l’anno diventerà operativo in tutte le Regioni italiane e con potenzialità importanti.
Sul Lario a illustrare dettagli e promesse dello strumento sono arrivati, in presenza o collegati da remoto, i più titolati a parlarne all’interno del convegno “L’innovazione nel Sistema Sanitario Nazionale. Il Fascicolo Sanitario Elettronico per modernizzare la sanità”, che è stato patrocinato dal Ministero della Salute e del Dipartimento per la Trasformazione Digitale, e che ha visto tra i relatori i vertici della sanità pubblica italiana tra cui: il Ministero della Salute, il Dipartimento per la Trasformazione Digitale, Sogei, Agenas, le Aziende sanitarie italiane, l’Istituto Superiore di Sanità, le società scientifiche nazionali, gli organismi rappresentativi dei medici e dei farmacisti.
Il percorso di realizzazione del FSE 2.0 metterà a sistema i dati sanitari di oltre 60 milioni di italiani e può contare su un finanziamento di 1,3 miliardi di euro, di cui 300 milioni sono dedicati al potenziamento infrastrutturale digitale delle regioni. Al progetto FSE e telemedicina è dedicato circa il 40% del fondo destinato alla Missione 6 Salute del PNRR.
L’arrivo dell’applicazione del Fascicolo Sanitario Elettronico è stato definito da alcuni, tra cui Paolo Petralia, vicepresidente nazionale vicario Fiaso, come “un momento di trasformazione epocale”. Il FSE sarà infatti un enorme contenitore di dati, ma ridurre a questo lo strumento è ingeneroso, è stato più volte ribadito al convegno, in quanto il FSE sarà anche una sorta di salvagente che permetterà a tutto il personale sanitario e ai farmacisti, oltre che naturalmente a ogni singolo cittadino, di avere a disposizione , in tempo reale e in continuo aggiornamento, tutta la storia della salute del titolare del fascicolo e di offrire maggiori e migliori interventi di cura anche in condizioni di emergenza.

A questo ultimo proposito, Alessio Butti, sottosegretario di stato alla Presidenza del Consiglio con delega all’innovazione tecnologica, ha rimarcato come nel FSE, grazie all’intelligenza artificiale, verrà introdotto un alert in grado di aggiornare immediatamente eventuali modifiche del quadro sanitario del cittadino. Butti ha anche detto che: “il Fascicolo Sanitario Elettronico rappresenta una straordinaria trasformazione digitale nel settore della sanità, perseguita con grande determinazione da questo Governo grazie al lavoro sinergico tra il Dipartimento per la Trasformazione Digitale e il Ministero della Salute. Il FSE consente a ogni paziente di avere la propria storia sanitaria sempre accessibile, permettendo ai medici di gestire le emergenze in modo più efficiente. Questo strumento non solo migliora il rapporto tra cittadini e sistema sanitario, ma garantisce anche la disponibilità di dati clinici completi e protetti, favorendo la continuità assistenziale e l’utilizzo di tecnologie avanzate come l’intelligenza artificiale”.
A Cernobbio tra i relatori c’era anche l’assessore regionale al Welfare Guido Bertolaso, che ha ricordato come il governo si stia muovendo anche per limare le liste d’attesa facendo in modo, considerandolo uno degli strumenti accorcia liste d’attesa, che i cittadini non possano più prenotare un consulto in più strutture, ma in una sola, indicata al momento della prenotazione, in modo da evitare che poi si dimentichino di disdire gli appuntamenti prenotati, e non usati, andando a ingrossare ancora di più le liste d’attesa.
Durante la giornata del 20 giugno è stato anche sottolineato come la rivoluzione digitale in atto per il FSE valga oltre un miliardo e possa essere portata avanti grazie ai fondi del PNRR, per monitorare e migliorare la salute degli italiani.
Tra gli ospiti del convegno anche Attilio Fontana, presidente di Regione Lombardia che ha detto: “Il Fascicolo Sanitario Elettronico 2.0 è uno strumento utilissimo alle istituzioni, e soprattutto delle Regioni, per una lettura sicura e attenta dei dati sanitari ed epidemiologici, sulla base dei quali è possibile progettare le politiche sanitarie del futuro. Questo è l’approccio data-driven che in Regione Lombardia e in molte altre regioni è già realtà. Dai dati che emergono dal monitoraggio del Dipartimento per l’Innovazione e la Digitalizzazione possiamo dire di essere a buon punto. Su alcuni documenti da caricare siamo già al 100% delle regioni e i dati sugli altri sono in continuo miglioramento, così come i dati sui servizi sanitari messi a disposizione dei cittadini nei portali FSE”.